Anche le aziende si avvicinano al podcast

Marco Zanussi

Riscontriamo oggi una sempre maggiore diffusione di uno strumento nuovo, agile, moderno: il podcast
Si tratta di contenuti audio, voce, musica, che raccontano storie, ci parlano di tecnologia, di informazione, di lavoro e così via e sono scaricabili liberamente da piattaforme dedicate come Apple Podcast, Spreaker, Spotify, Google Podcast ecc. 

Una novità parziale

Il podcast non è in verità novità assoluta, esiste già da anni, ma la sua crescente diffusione è testimonianza di come riesca a soddisfare le necessità dettate dallo stile di vita contemporaneo grazie alle sue caratteristiche di facilità di fruizione, di larga disponibilità di contenuti, di essere on-demand e ascoltabile con lo smartphone che abbiamo sempre con noi. E’ sufficiente infatti una connessione internet per l’ascolto on-line oppure si può alternativamente scaricarli sul proprio device per un ascolto senza connessione.

Il podcast non è coercitivo: non ci obbliga a dedicargli del tempo. È lì ad attenderci e in qualsiasi istante è pronto ad intrattenerci, a informarci a farci studiare… E se lo desideriamo, possiamo ascoltarlo e continuare a fare ciò che vogliamo. 

Antenati del podcast

Per i lettori meno giovani, potremmo paragonarlo a ciò che furono le radio libere degli anni ’70: proponevano musica e contenuti quando lo volevi senza obbligarti a fermare tutto ciò che facevi per ascoltarle. Con la radio si poteva “scrivere, leggere o cucinare…”, con il podcast si può continuare a viaggiare, fare sport o rilassarci sotto l’ombrellone d’estate.

Come dicevamo, queste caratteristiche del podcast ne stanno spingendo la diffusione: le principali trasmissioni radiofoniche hanno oramai reso ascoltabili i loro programmi anche in versione podcast, a disposizione di chi vuole risentirne i contenuti e persino la carta stampata oramai ha ceduto e non può più prescindere dalla presenza anche su questo medium. Anche le Università più attente hanno inserito i podcast come materia di studio, a significarne l’importanza oramai acclamata. Il nostro Simone Spoladori, uno dei creatori di Roger, insegna già oggi Podcast presso il prestigioso Istituto Europeo del Design di Milano. 

La libertà associata allo strumento podcast lo rende accessibile a tutti e i contenuti disponibili all’ascolto oramai spaziano sui più svariati temi di interesse: si possono trovare podcast di cucina, di politica, di sport, di tecnologia e così via. Sia chi vuole fornire contenuti, cioè creare podcast, che chi vuole semplicemente ascoltarli non trovano significative barriere. Uno strumento veramente aperto e per tutti.

Il branded podcast

Ed ora anche le aziende cominciano ad avvicinarsi a questo strumento ed ad apprezzarne, oltre alle sopracitate caratteristiche, anche le possibilità di essere supporto allo storytelling, cioè alla possibilità di raccontarsi, di allacciare e coltivare un rapporto con i propri clienti per parlare loro non banalmente dei prodotti ma del loro mondo, della sostenibilità delle loro azioni, della loro responsabilità e impatto sociale. Obiettivo è l’ispirazione, la costruzione di una reputazione che diviene sempre più il solido pilastro da cui proporsi sul mercato e vendere i propri prodotti.

Comunicare con i podcast, facendo uso di contenuti coinvolgenti e piacevoli, può persino voler ripensare il proprio ruolo sociale, la propria presenza e mission all’interno della realtà in cui si opera e rispetto ai propri stakeholder.

Le grandi aziende lo hanno capito subito e sono già attive con propri podcast (i cosiddetti “branded podcast”) con temi attinenti al loro business ma ora anche altre organizzazioni hanno dato avvio ad iniziative di comunicazione con serie di podcast su macro temi relativi alle loro attività, come Assochange per cui Roger-Podcast produrrà una serie sulle varie forme del cambiamento.

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