DONNE E FINANZA DA URLO – Intervista a Anna Fasano e Morena Rossi

Giulia Gentile

Buongiorno a tutti, ci presentiamo: noi siamo  Giulia Gentile e Silvia Filipucci, siamo attrici all’interno della redazione di Roger Podcast. 

Silvia Filipucci

Ciao a tutti. Oggi siamo qui per parlare del nuovo podcast di Banca Etica che appunto, è Donne e finanza da urlo, e abbiamo  il piacere di avere qui con noi per parlarne la Presidente di Banca Etica, Anna Fasano, e coordinatrice e ideatrice del podcast, Morena Rossi.

Anna Fasano e Morena Rossi

Buongiorno ragazze.

Silvia Filipucci

Per cominciare  volevamo chiedervi come spieghereste diciamo in  breve il podcast  Donne e finanza da urlo a chi ancora non lo conoscesse.

Morena Rossi

Il podcast Donne e finanza da urlo nasce da un progetto omonimo Donne e finanza da urlo che è partito a dicembre scorso,  dove abbiamo chiesto alle donne di Banca Etica, socie, correntiste e lavoratrici, di inviarci un loro racconto, una  loro storia, legata al rapporto con la finanza etica, col denaro e i valori cari a Banca Etica.

Sono arrivate più di trecento  storie, bellissime, meravigliose e straordinarie, anche se ordinarie in alcuni casi, ma tutte veramente molto coinvolgenti, e tra queste trecento e passa storie ne abbiamo selezionate una quindicina per farle diventare  così, le portavoce di un messaggio per creare una narrazione corale al femminile che lasciasse traccia dell’energia femminile che da sempre c’è in Banca Etica.

Banca Etica  ha compiuto 22 anni l’8 di marzo, e, oltre a essere la Giornata Internazionale della Donna,  è anche stato il suo “compleanno”. Abbiamo quindi lanciato la prima puntata di questa serie di  cinque podcast. Si tratta di una narrazione dove mettiamo a confronto donne celebri e donne, chiamiamole così, comuni, anche se di comune non c’è nessuno, ma sono tutte straordinarie, come abbiamo detto prima.

Per cercare di dare un messaggio, per far vedere insomma che questa energia che da sempre serpeggia in Banca Etica è anche un’energia che le donne hanno e che sarebbe bene  liberassero un po’ più spesso. Quindi, ecco,  questo è il podcast, sono cinque puntate dedicate a cinque temi e vedono delle donne celebri,  come dicevo prima, rapportate a  3 – 4 donne di Banca Etica. La prima parte è di narrazione classica e poi c’è una parte di talk show dove le donne di Banca Etica si raccontano a Paola Maugeri.

Anna Fasano

Sì,  se posso aggiungere, la scelta è stata quella di provare a continuare a raccontare le storie di cui è composta Banca Etica, dandogli la voce e i volti femminili, perché in questi primi vent’anni la narrazione è stata affidata a voci e a penne maschili e con anche un duplice intento: Il primo è ed era quello di far emergere la quotidianità, che però è rivoluzionaria, perché la capacità di fare scelte quotidiane è quello che può cambiare veramente  il mondo e la società, e siccome la finanza  etica ha come obiettivo quello di portare sempre di più tutti noi a fare delle scelte che abbiano un impatto sull’ambiente e sulle persone positivo, tutto questo parte da ciascuna di noi.

Quindi il fare emergere queste storie vuol dire già dare un protagonismo a ciascuna di noi. E secondo, il metterci insieme, perché questa voce, questa forza, se unita, diventa veramente disarmante per chi se la trova di fronte e diventa una forza anche per ciascuna di noi. Quindi più aspetti messi insieme su un tema che magari non è quello a cui si penserebbe nel dire  facciamo dei podcast sulla finanza, oh mamma questi che parlano di bond, di derivati, di  BCE.  Ecco no, non è un corso di educazione finanziaria, però è nella concretezza come la finanza ti cambia la vita, e se vuoi tu puoi cambiare con la finanza la vita degli altri.

Giulia Gentile

Invece, come è nata l’idea di creare questo podcast? Che tra l’altro fa riferimento al nome del progetto di cui fai parte Morena, Donne all’ultimo grido.

Morena Rossi

L’idea è nata dall’incontro con Anna. La mia associazione, quella di cui sono presidente, si chiama Donne all’ultimo grido ed è un’associazione che si propone di dare più voce alle donne, quindi di diffondere sempre più queste storie quotidiane, come diceva Anna, che possono davvero fare la differenza.

Il fatto di esserci concentrati su un unico tema, che è quello del rapporto con la finanza e col denaro, è stato davvero molto interessante, perché le storie che solitamente arrivano a noi, sono storie di sogni, progetti, traguardi,  di donne che chiaramente nella vita di tutti i giorni combattono con stereotipi, discriminazioni di genere di ogni tipo. Invece concentrarci su questo aspetto ha fatto emergere una fotografia del mondo femminile molto molto interessante perché parlare di donne e denaro, donne e finanza, come dicevamo, non sono podcast dove si parla di bond, derivati o altro, si parla di storie di donne.

Anche nel caso delle donne celebri, sono sempre storie di donne, che poi sono diventate famose, ma sono storie di donne che hanno affrontato temi che conosciamo benissimo, da cent’anni fa ad oggi. Alcuni purtroppo non sono cambiati, e fare un podcast concentrato su questo aspetto, ci è molto piaciuto. E poi, poter dire che tutte hanno una storia da urlo da raccontare, pensare che anche la finanza possa essere da urlo, è veramente dirompente.

Ecco,  queste voci, tutte insieme, possono dire “ci siamo anche noi” anche laddove le donne sembra quasi strano che ci siano. Anna potrà raccontarci anche di questo, del come le donne piano piano si stanno imponendo giustamente all’interno di questo settore.

Silvia Filipucci

Sì, poi abbiamo visto che l’uscita del podcast ha una data molto significativa, che è quella dell’8 marzo, che tra l’altro è una data molto importante anche per quanto riguarda la storia di Banca Etica, anche per il suo impegno sociale e sul tema dell’empowerment femminile.

Anna Fasano

Certo, lo accennava prima Morena , il nostro lancio non è stato casuale, ma abbiamo voluto, da un lato, festeggiare i 22 anni di Banca Etica  che, anche questo non casualmente, è nata l’8 marzo. Ha un significato che va oltre la Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne. Spesso, quando si parla di donne, si parla di diritti, di potenzialità inesplorate: il messaggio va in primis ovviamente alle donne, a tutto il lavoro sulla parità di genere, al lavoro sulla capacità e il coraggio di stare nei luoghi decisionali importanti  per riuscire a portare  quel contributo che generi un mix  di idee, una pluralità di  visioni e che faccia sì che nei luoghi delle scelte si rappresenti tutto l’universo, non solo una parte di esso.

E questo è un primo passo verso la capacità di istituzioni, imprese, organizzazioni, cittadine e cittadini di riunire attorno ad uno stesso tavolo  tutte le persone con le loro diverse potenzialità e capacità. Inclusione vuol dire riuscire ad avere uno sguardo, ad allargare l’orizzonte su strade non già percorse e su curiosità e pensieri nuovi. Le donne sono portatrici di pensieri inclusivi, di pensieri a volte più complessi  di quelli che conosciamo, e anche modalità diverse  di affrontarli, però ci sono tanti altri spazi dove dobbiamo raccogliere questa sfida di “allargare un po’ l’orizzonte”.

È veramente una grande possibilità quella  che abbiamo in questo momento, che io mi ritrovo ad avere,  di stimolare il coraggio delle persone, responsabilizzare le organizzazioni  e costringersi a cercare le voci diverse all’interno dei propri luoghi, dei propri spazi.

Giulia Gentile

Com’è nata la fusione tra Banca Etica e Donne all’Ultimo Grido?

Morena Rossi

Più che una fusione diciamo che è una collaborazione dove il nostro “format leggero”, senza essere superficiale, dà molta importanza alla voce e al fatto che la voce nasconda un’energia, e, se le voci si mettono insieme, riescono veramente a creare delle rivoluzioni , a incidere sulla materia, come diciamo noi di Donne all’Ultimo Grido.

Noi facciamo sempre fare un piccolo urlo alla fine di ogni racconto che chiediamo alle donne, ed è un urlo sempre costruttivo e propositivo, un urlo di gioia e in questo senso mi viene da ridere perché penso al video che abbiamo girato per fare la chiamata delle donne di Banca Etica, per dire “mandateci la vostra storia”, e avevo chiesto ad Anna di fare questa chiamata, dicendo: “urliamo! dai, tiriamo fuori questa energia!”  ed era diventato molto divertente, perché non è così semplice, ce la puoi fare finché racconti delle cose, però poi dire “fammi un urlo”, non è  proprio una cosa tanto scontata.

Le donne che hanno mandato il loro  messaggio avevano tre modalità: o scritto, o video, oppure solo audio, e, in alcuni casi, erano veramente degli audio molto, molto belli. Le donne si sono impegnate, anche chi magari non ha molta dimestichezza con queste nuove tecnologie, con i vocali, coi cellulari. È stato molto divertente. Quindi è un incontro  e una collaborazione su certamente dei valori  che condividiamo e poi su questa modalità che ci è sembrata forse la più gioiosa, per poter fare una narrazione corale, in qualche modo che rappresentasse questo momento storico, intanto, e anche il momento che sta vivendo Banca Etica con i sui 22 anni di storia.

Silvia Filupucci

E visto che tutte le puntate raccontano principalmente la figura di una grande donna, che appunto ha fatto la storia, oltre alle tante storie raccontate da altre persone, voi avete un modello di riferimento a cui vi ispirate, una grande donna che vi colpisce particolarmente?

Anna Fasano

Io mi ritrovo nel pensiero collettivo di Banca Etica. Questo progetto sento che rappresenti quello che sono, quello che penso e la modalità con cui  voglio portare avanti  questa  mia presidenza e  coinvolgere le persone. Io non ho una donna di riferimento,  però ho molte figure femminili di riferimento, ne ho anche di maschili, però sono persone che hanno saputo vivere il proprio destino, la propria storia, con coraggio, e se necessario, controcorrente.  Non l’hanno fatto solo per avere un posto da qualche parte,  ma  l’hanno fatto  per un obiettivo, per  un ideale, l’hanno fatto insieme alle altre persone. Io credo che ognuna di noi abbia incontrato nella quotidianità delle grandi donne, e che incontri donne che hanno segnato anche il loro destino. Io mi rendo conto che alcune scelte le ho fatte perché ho incontrato delle persone, ma credo che sia una storia che appartiene a tutti noi. La cosa più importante, è che  sono talmente tante queste persone, che hanno tutte un posto, sono tutte protagoniste e insieme riescono a essere quasi una squadra unica, quasi un modello unico a cui ispirarsi con mille sfaccettature,  mille voci, che ti fa dire “ce la posso fare anch’io”, senza dover essere la donna perfetta, senza dover essere quella che ha sempre tutte le carte in regola. Magari non sei semore quella da  110 e lode, però sei quella che si gioca sempre fino in fondo.

Morena Rossi

Io non posso che associarmi a questo pensiero, alla sorellanza. Sono completamente d’accordo. Non ce n’è una ma ce ne sono tante, quasi tutte direi, quelle che costellano la mia vita, e sono perfettamente d’accordo.

Giulia Gentile

Invece, secondo voi, arrivati a oggi, com’è la situazione che riguarda l’empowerment femminile? Siamo già a buon punto in qualsiasi contesto, come per esempio quello finanziario?

Anna Fasano

Siamo già a buon punto è voler vedere il bicchiere mezzo pieno! In tanti settori  dei passi in avanti sono stati fatti, anche nel settore finanziario, in particolar modo in ciò che riguarda i luoghi di governo, perché grazie anche alla Golfo-Mosca, in tutte le parti delle società quotate esiste l’obbligo di una presenza femminile nel consiglio d’amministrazione. Il gran lavoro ancora da fare è  riuscire a superare la legge, quindi la necessità di rappresentare entrambi i generi anche se non siamo società quotate. Sarebbe bello se tutte le società lo facessero.  La sfida però ancora più importante  è sui ruoli dirigenziali, dove nel mondo finanziario la presenza maschile è ancora preponderante e il gap di retribuzione è ancora un elemento disarmante, per me.

Faccio veramente difficoltà a leggere di alcune situazioni e a non essere arrabbiata, perché ci sono donne in condizioni apicali che continuano a permetterlo. Però, abbiamo un momento storico importante dove ci sono donne in tanti luoghi della finanza, che però non devono sentire quello spazio come un punto di arrivo personale, ma una possibilità forte per cambiare le regole, perché poi ci siano tante altre donne che faranno altre scelte, ma che staranno nei luoghi giusti sempre per un adeguato mix che sappia rappresentare la molteplicità delle esigenze che ci sono anche nel mondo della finanza. Tra l’altro le donne in finanza, è elemento ormai evidente a tutti gli studi scientifici, portano maggiore redditività e performance migliori in tutte le società.

 Silvia Filipucci

E in questi anni dove c’è anche un cambiamento più profondo e si sta, per fortuna, mettendo in discussione un po’ tutto e anche questa questione del ruolo della donna, l’obiettivo principale di questo podcast potrebbe essere  per esempio quello di contribuire a veicolare il cambiamento o addirittura anche spingere le donne ad aiutarsi tra loro in queste situazioni?

Morena Rossi

Beh io direi  che sì, certamente la parte di esempio che viene dato dalle storie quotidiane, nelle quali ci viene molto facile  immedesimarci,  molto più  che non nella storia di una persona molto celebre, molto famosa, perché magari si tratta di storie “straordinarie” e dici “vabbè però è successo a lei, una su chissà quante”. In realtà no, le storie delle nostre donne, questa coralità, questa grande donna, che poi è formata da tante voci di donna, ti permette di riconoscerti  e certamente può essere uno sprone per le donne, per le nuove generazioni,  perché ci sono storie che vanno da ragazze di vent’anni a signore di ottanta. Prima dicevo della poca dimestichezza con i device, era perché ci sono donne di tutte le età, ma anche di tutte le estrazioni, di qualunque tipo di costruzione  familiare, economica. Sono arrivate storie molteplici, che danno  un quadro sfaccettato  e collettivo proprio di questo mondo femminile  e sicuramente devono essere – dico devono – perché vorrei essere assertiva in questo senso, potersi riconoscere, devono poter dire “ma ce la posso fare anch’io, ce l’ha fatta questa ragazza, ce l’a fatta questa signora, ce l’ha fatta questa donna,  e beh ce la  faccio anch’io, perché no, o ce la farò”.

Anche  un “ce la farò”, può andare bene, anche un’idea nel futuro, però non pensare che non si possa contribuire. Certamente queste storie sono anche una specie di faro, come diceva Anna: le donne sono in questi ruoli apicali, sono qui  perché hanno questa responsabilità di segnare una strada che poi altre donne possono percorrere. Credo che con questi podcast possiamo pensare di dare queso messaggio.

Giulia Gentile

Come ultima domanda, vorremmo chiedervi se avete già idee per la seconda stagione, anche se questa è appena iniziata.

Anna Fasano

Intanto vediamo come va questo primo passaggio del podcast, al momento sta andando molto bene. C’è molto interesse, e c’è anche  nel mondo di Banca Etica.

C’è molto stupore, perché forse è una modalità nuova con cui ci raccontiamo, con le storie di cui è fatta Banca Etica. Ecco, non so se ci sarà una seconda stagione, quello che mi piacerebbe però è, sì, di continuare a scavare nelle storie, e mi piacerebbe non essere più io a guidarle, perché vuol dire che questo progetto che è partito da una mia forte volontà  di far emergere le storie, è diventata patrimonio della banca, così come  avviene per tutte le progettualità importanti. Quindi l’auspicio è quello che si continui a raccontare. Il mio compito adesso è  stimolare altri alla modalità di far raccontare a chiunque abbia fatto una scelta di finanza etica, che la storia può essere cambiata se lo decidiamo.

Morena Rossi

Sì, io posso dire che stia andando molto bene, anche perché si erano un po’ interrotte le storie che ci arrivavano via mail…in realtà, da quando abbiamo lanciato il podcast, sono tornate a scriverci le donne per dire “ma io ho questa storia, ho questo progetto!”. Sicuramente andrà avanti, come diceva Anna, l’dea di raccontarle queste donne, poi se sarà fatto con un podcast o sul sito di Banca Etica lo vedremo. Posso solo dire che è ripreso l’interesse nei confronti del racconto, del raccontarsi.

Silvia Filipucci

Allora vi ringraziamo entrambe per l’intervista e aspettiamo le prossime puntate.

Morena Rossi e Anna Fasano

Grazie a Voi. Buona giornata e buon fine settimana,

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