Gabriele Calindri

Gabriele Calindri

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Gabriele Calindri

Nato a Milano il 2 marzo 1960, è attore e regista teatrale è nato e vive a Milano. Debutta come attore a dieci anni , con suo padre,  nel 1970 e dopo alcune esperienze ne ’71 e nel ’74 studia presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano dove si diploma nel 1981.

Dedica i primi anni alla ricerca studiando con Jerzy Grotowsky a Pontedera e poi con Ludwik Flaszen, Jean Paul Denizon, Peter Brook.

Dopo il debutto ne “Il cadetto Winslow” di T. Rattingan diretto dal padre Ernesto nel 1970, partecipa a numerosi spettacoli in qualità d’attore tra i quali “Il Ventaglio” di C.Goldoni per la regia di F. Piccoli,  “Esami di maturità” di Fodor e “Candida” di G.B.Shaw, sempre diretto da Ernesto Calindri; “Non si può mai sapere” di G.B.Shaw e “Le donne saccenti” di Moliere con la regia di L. Puggelli; nel  1988 inizia la sua collaborazione con il teatro dell’Elfo di Milano partecipando al “Sogno di una notte di mezza estate” e “Amleto” di Shakespeare , “Ca ira”, regia di G.Salvatores e “La danza Immobile” di H.Muller per la regia di E. De Capitani , prosegue poi, fra gli altri,  con il “Prometeo incatenato” di Eschilo con la regia di L. Flaszen, “La bottega del caffè” di C. Goldoni con la regia di Gigi Dall’Aglio, “L’anitra selvatica” di H.Ibsen con la regia di O.Corbetta,  “Il ritorno a casa” di H. Pinter con la regia di G. De Monticelli, “Delitto e castigo” di F. Dostoevskji e “I Giganti della montagna” di L. Pirandello, regia di L. Chiappara, “La notte canta” di J. Fosse regia di B. Mazzone, “Non svegliate Cécile, è innamorata” di G.Lauzier, regia di E. De Capitani, “Ascolta! Parla Leningrado” regia di S.Ferrentino , “Kvetch” di S. Berkoff, regia di E. Cremascoli e “Fuga in città sotto la luna” da T. Landolfi e B. Vian, con la regia di Cristina Crippa.

In questi anni ha lavorato con attori e registi tra i quali ricordiamo, dopo Ernesto Calindri, Ugo Bologna, Lia Zoppelli, Paride Calonghi, Fantasio Piccoli, Valeria Ciangottini, Renzo Ricci, Olga Villi, Mario Ferrero, Giuseppe Pambieri, Stefano De Sando, Paola Borboni, Nando Gazzolo, Giuseppe Albertini, Luigi Pistilli, Stefania Graziosi, Lamberto Puggelli, Susanna Marcomeni, Edoardo Borioli, Gianni Musy, Paolo Bonacelli, David Sebasti, Pia Lanciotti, Elio De Capitani, Ida Marinelli, Ferdinando Bruni, Eugenio Allegri, Ivana Monti, Luigi Squarzina.

Negli ultimi anni ha partecipato alle produzioni più significative del teatro dell’Elfo di Milano come “La bottega del caffè” di R.W.Fassbinder, “Happy Family” di A. Genovesi, “Racconto d’inverno” e “Otello” di Shakespeare,  “The History boys” di A. Bennet, e “Morte di un commesso viaggiatore” di A. Miller.

Ha studiato e approfondito autori come Beckett, Dostoevskij, Molière, Pirandello, Pinter, Shakespeare, Goldoni, Fassbinder, Cechov.

Come regista ricordiamo, tra i numerosi allestimenti , “Risvegli” da O. Sacks, “Indovina chi viene a cena” di W.A.Rose, “La peste” di A. Camus, “Ciao tu”, di B.Masini e R. Piumini (regia condivisa con Elisabetta Ratti), “Casa di bambola” di H. Ibsen e “Destinatario sconosciuto” di K.K. Taylor, replicato a Milano per dieci anni.

Dal giugno 2015 lavora, in collaborazione con Elisabetta Ratti, per mantenere in vita un laboratorio permanente per attori professionisti con incontri mensili su “Il gabbiano” di A. Cechov, allo scopo di approfondire temi e  tecniche di lavoro riguardanti  la  recitazione.

Da sempre appassionato di doppiaggio, ha avuto la fortuna e il privilegio di coronare un sogno che aveva fin da piccolo.

Appena uscito dagli studi in Accademia (1982)si è dedicato a questa bellissima professione doppiando e dirigendo prodotti di varia natura, dai cartoni animati, alle soap operas, ai telefilm e film tv e cinema.

Come doppiatore ricordiamo: “I Cavalieri dello Zodiaco”, “Naruto”, “Kiss me Licia”, “Yu-Gi-Oh!”,  “Dragon Ball”,  “Gli sceriffi delle stelle”, “Cristoforo Colombo”, “D’Artagnan e i moschettieri del Re”, “Superman”, “Siamo quelli di Beverly Hills”, “Dino Riders”,“Littlest Pet Shop”, per quanto riguarda i cartoni animati.

“Sentieri”,  “Una vita da vivere”, “Acacias 38” per le Soap Operas.

“MTV undressed”, “La famiglia Hogan”, “Missing”, “La signora del west”, “The Guardian”, “Power Rangers”, “The Purge” per i telefilm.

“America’s Prince: The John F. Kennedy Jr. story” , “Il canto di Natale” , “Il ragazzo che gridava al lupo… mannaro” , “Riverman, storia di un serial killer”, “Flight 93” , “La leggenda dell’isola maledetta” per I film tv. 

“Fatal Fury” , “Scooby Doo aiutaci tu: L’isola degli Zombie”, “Scooby Doo e il fantasma della strega” , “Yu-Gi-Oh! Il film” , “Balto 3” , “La grande avventura di Aramis” , “Ken il guerriero” , “I Cavalieri dello Zodiaco” per i film cinema d’animazione.

“The trench” , “Un microfono per due” , “Una gorilla per amica” , “Agguato nell’isola della morte” , “Power Rangers il film” , “Elle” , per i film cinema.

In qualità di Direttore ha diretto diversi cartoni animati, tra i quali ricordiamo:

“James Bond Junior” , “L’ispettore Gadget” , “Milly il Vampiro” , “Wonder Bevil” , “Naruto” ,  “MAR”, “Blue Dragon” , “Le avventure di Chuck and Friends”.

“Sentieri” , “Casa Hughley” , “Thief : il professionista” , “Tierra de Lobos” , “Ironside”, “Il giovane Indiana Jones” , “Murder in the first” serie 1, 2 e 3, “The purge”. Per quanto riguarda i telefilm o serie televisive.

E infine per film tv e cinema:

“Agguato nell’isola della morte” , “The Glow” , “Return to the Batcave” , “Attica” , “Master spy: The Robert Hanssen story” ,  “Muhammad Ali” .

  • Riise vs. Bellamy

    Alcol, minacce di morte e botte. Il norvegese Riise svela nella sua autobiografia il durissimo scontro con Bellamy, prima degli ottavi di finale di Champions al Camp Nou nel 2007, partita in cui poi avrebbero segnato entrambi

  • Monsieur Pires

    Tra le squadre che hanno fatto la storia del calcio, ce n’è una in particolare la cui vera e autentica forza era il collettivo: è l’Arsenal degli invincibili, guidato da Arsene Wenger, che nel 2003/2004 non perde nemmeno una partita. Tra i grandi talenti dei gunners, un posto partciolare lo occupa il fuoriclasse francese Robert Pires.

  • Crazy Magpies

    Le risse in campo nel calcio inglese sono un must; quando a darsele di santa ragione, però, sono due compagni di squadra, siamo fuori dall’ordinario. È quello che succede nell’Aprile del 2005, davanti agli attoniti tifosi del Newcastle, al termine di una stagione horror per i tifosi delle Magpies.

  • Il parlamento di Portsmouth

    Portsmouth è diversa da tutte le altre città inglesi. A partire dalla presenza ingombrante della Royal Navy, che ha proprio qui il suo porto più grande.

    In questa città problematica, che alle volte sembra dimenticata da Dio e dalla Corona, c’è un solo grande hobby: il #PortsmouthFootballClub. Nato negli ultimi anni del 1800, viene tifato da ogni singolo abitante dell’isola.

     

  • Giggsy Begins

    Ryan Giggs: un mito del calcio europeo, una delle star più iconiche del Manchester United.
    Quali sono le origini del suo mito? Gabriele Caldieron e Gabriele Calindri ci portano alle radici del campione gallese.

  • Le God – Matthew Le Tissier

    Provate ad entrare in un qualunque pub di Southampton e pronunciate queste due semplici parole: “Le God”: ancora oggi troverete persone che si voltano all’istante. Nessuno da quelle parti può dimenticare un calciatore che ha dedicato tutta la sua carriera ad un’unica squadra, che ha preferito rimanere a giocare tra la gente che gli voleva bene, diventando per tutti un Dio da venerare, Le God, appunto. Il suo nome è Matthew Le Tissier.

  • Calcio premier numeri 1
    04. Numeri 1

    Chi ama il calcio, conosce la solitudine dei numeri 1: quello del portiere è un ruolo unico, che richiede doti fisiche fuori dal comune, ma soprattutto una discreta dose di follia.
    In questa puntata di Storie di Premier, raccontiamo il genio e la sregolatezza di tre grandi “numeri 1” del calcio inglese: Gordon Banks, Peter Schmeichel e David Seaman.

  • premier italians do it better calcio
    03. Italians Do it Better

    “Italians do it better” è la scritta di una maglietta che indossò Madonna nel video “Papa don’t preach” nel 1986. Da allora per noi italiani è diventato un marchio di fabbrica da esibire con orgoglio in qualsiasi occasione. Nel calcio sono in tanti gli italiani ad aver dimostrato che anche noi, tutto sommato, siamo bravi a tirare calci ad un pallone. Ne raccontiamo tre storie, quelle di Marco Negri, Fabrizio Ravanelli e Gianfranco Zola

  • storie-di-premier_la-maglia-numero-7
    02. La maglia numero 7

    Non tutte le maglie sono uguali. La numero 7 del Manchester United, ad esempio, pesa più delle altre. L’hanno indossata 4 magnifici campioni che hanno fatto la storia di Old Trafford: George Best, Eric Cantona, David Beckham e Cristiano Ronaldo. Questa è la loro storia con la maglia dei Red Devils.

  • 01. Il pallone sul grande schermo

    “Il gioco del calcio è una metafora della vita”, diceva Sartre.
    In questa prima puntata di Storie di Premier vi raccontiamo tre situazioni, molto diverse tra loro, che partono da un pallone e da un rettangolo verde, ma arrivano a delineare passioni e sentimenti universali, storie da film, che infatti sono approdate sul grande schermo: la storia di Brian Clough e della sua incredibile carriera, dell’Arsenal degli anni ’90 (visto da Nick Hornby) e dei Tons dei quartieri navali di Greenock, in Scozia.