Marco Camurati podcaster

Marco Camurati

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Marco Camurati, 61 anni torinese, manager d’azienda nel settore delle risorse umane dove lavora da molti anni in contesti internazionali. Scrittore per passione, è convinto del potere e del fascino della narrazione.
Scrive di risorse umane non in senso tecnico ma raccontando le vicende, le emozioni, i turbamenti e le gioie di un uomo delle risorse umane. Meglio ancora, di un uomo e delle sue risorse umane.

Risorse umane podcast
Risorse umane
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  • 08. Si riparte

    Uno squillo del telefono ti riporta nel passato. Nella tua storia, le tue radici, la tua terra. Senti voci che avevi dimenticato, ascolti racconti che ignoravi, senti profumi e gusti che avevi rimosso.
    Improvvisamente tutto ti sembra diverso. Ciò che ti schiacciava, sembra più leggero, i tuoi fantasmi si rivelano nient’altro che ombre immaginarie, le paure che bussavano alla tua porta scompaiono di fronte al coraggio che quelle porte riapre.
    Sei di nuovo tu, sei di nuovo pronto.
    E arriva anche quell’altro squillo, quello che aspettavi da mesi.
    Si riparte, Dario, per non fermarsi mai più.

  • Risorse umane podcast
    07. Fu proprio il caso

    Possiamo fare molto per noi stessi.
    Possiamo cambiare il corso delle nostre vite, possiamo non accontentarci, volere di più.
    Ma nulla possiamo contro il caso. Lui comanda, indirizza, dà o spietatamente toglie.
    Si tratta di incroci magici, combinazioni, incontri.
    Tutto poco prevedibile, non pianificabile, inaspettato.
    Ed è così che tutto si realizza o si distrugge, per un minuto di ritardo, un appuntamento mancato, una rinuncia o un’accettazione.
    C’è una regia in tutto ciò? Voglio credere che non ci sia, che la giustizia assoluta sia il caso, che non sceglie, non seleziona, non guarda in faccia a nessuno. Fa succedere le cose e basta

  • Risorse umane podcast
    06. Formidabile quell’anno

    Ci sono anni, storie ed eventi che segnano la vita di ciascuno di noi. Arrivano persino ad indirizzarla, a segnarla in modo indelebile.
    Sono frammenti preziosi, fatti di persone, emozioni, ricordi.
    E’ giusto tenerli per sé, nello scrigno della propria coscienza, senza permettere a nessuno di entrarci.
    Non torneranno più, qualunque tentativo di riviverli sarà deludente. Devono restare quelli che sono, seppure sbiaditi dal tempo.
    Non sono in concorrenza con ciò che stai vivendo, stanno semplicemente su universi paralleli e non faranno mai confusione. Saranno per sempre lì, gratuitamente a disposizione quando ne avrai bisogno. Per scaldarti il cuore

  • 05. 1977: le nostre idee non moriranno mai

    Sono stati anni mitici, vissuti intensamente, con il piede sempre schiacciato sull’acceleratore. Abbiamo provato a cambiare il mondo, senza riuscirci. Ma avevamo idee, sogni e ambizioni.
    Abbiamo succhiato il midollo di quel tempo, l’abbiamo spremuto fino all’osso.
    Forse la storia non ci ricorderà, ma valeva la pena farlo e ora se ci rilassiamo un po’, perdonateci.
    Siamo i primi, nelle nostre famiglie, ad aver studiato.

  • Risorse umane è un podcast italiano originale e gratuito
    04. Se non siedi in prima fila puoi sognare lo stesso

    In fondo non sei stato così male. Certo sei un po’ smarrito, alla ricerca di un nuovo te stesso, ma in fondo hai fatto un sacco di cose buone. Sei partito dal nulla e hai toccato il cielo, eri destinato a una vita banale e invece l’hai cambiata. Hai fatto quello che volevi fare, con passione, con convinzione. E ti vedi diverso, ti senti differente da chi invece non ti assomiglia per nulla, da chi partecipa a teatrini, chi recita una parte senza entusiasmo, senza emozioni.
    Lo capisci quando incontri persone straordinarie che, come te, scelgono la loro vita, decidono quello che saranno e quello che avranno. Sono loro i vincenti, proprio come te.

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    03. C’è sempre un dopo

    Quando fai le cose, non pensi mai al dopo. C’è un’adrenalina dentro di te che ti tiene a galla, ti dà la forza per affrontare le difficoltà.
    Ma poi arriva quel momento, il bastardo che ti spazza via, ti assale come una belva assetata.
    E ti trovi da solo, nelle cose di tutti i giorni che non sono più le stesse, nel disperato tentativo di ridare un senso a quelle cose.
    Cerchi dentro di te la forza di andare avanti, ma trovi solo dubbi, incertezze, rimpianti.
    Sei solo, irrimediabilmente solo, con i fantasmi della tua coscienza.

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    02. La pietra

    Non avrei mai pensato di poterlo fare, neppure quando molti anni fa si agitava nei miei nervi l’impeto della ribellione.
    Eppure, l’ho fatto. Ho sentito dentro di me che era giusto farlo.
    Non c’era una giustificazione logica, né odio verso qualcuno, ma lo dovevo a me stesso, lo dovevo alla mia vita, alle mie certezze.
    Ho trovato il coraggio nella mia disperazione, nel mio equilibrio che saltava, nel turbinio dei miei pensieri.
    Ora sto bene. Ora sto molto bene.

  • 01. Zurigo

    Quella mail di fine luglio, alla vigilia delle vacanze estive, quella convocazione improvvisa e senza un’agenda a Zurigo, nell’headquarter del Gruppo, non lasciavano presagire nulla di buono.

    Che cos’altro mi avrebbero ancora chiesto, chiudere uno stabilimento, forse, licenziare gli operai, di nuovo, e quindi notti insonni, incubi, volti e voci che ti chiedono perché.

    Nulla asciava presagire che questa volta sarebbe stato diverso, l’inizio di una storia inedita, in qualche modo tragica, né vissuta né immaginata eppure vera e lì davanti a me, pronta a prendersi la mia vita.